|
|
Dal giornale di bordo della Pinta
|
 |
|
| Le prime sigarette - venerdì 1 dicembre 2006Come è venuto in mente alla gente di bruciare le foglie di tabacco così decorative per aspirarne il fumo?
Dal giornale di bordo della Pinta di Cristoforo Colombo : "Il 6 novembre 1492 sbarcarono sul continente Rodrigo de Xeres e Luigi de Torres. Essi incontrarono per la strada molte persone che tornavano al proprio villaggio e sia gli uomini che le donne tenevano in mano un carbone acceso e delle erbe per gustarne il profumo così come era loro usanza. Erano delle erbe secche racchiuse in una certa foglia egualmente secca e dalla forma di quei moschetti di cui si servono i ragazzi il giorno di Pentecoste. Essi erano accesi ad una estremità e dall'altra la gente li succhiava e li assorbiva. E bevendo interiormente il fumo per aspirazione, questo fumo li addormentava e li inebriava per così dire per le narici. In questo modo essi non sentivano più la fatica. Questa specie di moschetti, come noi li chiamavamo, venivano detti nella loro lingua "tabaccos" |
|
|
|
|
|
|
pianta del Tabacco
|
 |
|
|
|
|
|
Nicotiana Tabacum
|
 |
|
|
|
|
|
|
La Pianta del Tabacco
|
 |
|
| Pianta del tabacco - sabato 2 dicembre 2006 Originaria dell'America, la pianta del tabacco fu battezzata in Europa, dove giunse nel XVI secolo ad opera degli Spagnoli, con il nome di erba dell'ambasciatore o erba regina, così come in Italia la si chiamò erba di Santa Croce o erba di Tornabuona (col nome dei due cardinali che la introdussero per primi nel nostro paese). Il tabacco veniva già fumato in pipe oppure ridotto in rudimentali sigarette costruite con tabacco rivestito da foglie di mais nei riti religiosi degli Indiani d'America fin dal I secolo d.C.. Appartenente alla famiglia delle Solanacee, questa pianta ha un'altezza compresa tra uno e due metri. Ha radici fittonanti, un fusto peloso, diritto e cilindrico, foglie alterne, ampie, leggermente tomentose (pelose), lanceolato-ovali e di color verde con diverse graduazioni a secondo della specie, che contengono sali minerali, zuccheri, proteine, resine, essenze aromatiche, composti volatili e nicotina; l'infiorescenza è a pannocchia, con fiori gamopetali di colore rosa, rossastro, bianco e verde, con riflessi ferruginei. Il frutto è una capsula bislunga, membranosa, a due logge, contenenti da 7 a 12.000 semi per grammo. Il merito della sua diffusione va a Jean Nicot de Villemain, un diplomatico francese che nel 1560 convinse il suo regnante ad introdurre la coltivazione di questa pianta in Francia. Solo nel XVIII secolo tutta l'Europa iniziò a fumarlo. Nel 1830 vennero oltretutto introdotte le sigarette (prodotte a mano) e nel 1881 nacquero i primi macchinari per la produzione delle sigarette e, sempre nel XIX secolo, venne perfezionata la tecnica di trattamento di questo prodotto.&nbs |
|
|
|
|
|
La storia del Tabacco
|
 |
|
| La storia - sabato 2 dicembre 2006 La storia del tabacco è una storia di conquista del mondo in meno di due secoli. Partendo da un centro originario identificabile con l'altipiano centroamericano e col Messico meridionale, la pianta del tabacco si diffuse rapidamente: già verso il 1580 era coltivata a scopo commerciale dagli spagnoli e agli inizi del 1600 veniva coltivata dalle Americhe all'Estremo Oriente. Delle specie originarie, la Nicotiana tabacum diventava predominante e si diffondeva rapidamente, mentre la Nicotiana rustica passava in una posizione marginale. Diffondendosi nel mondo, il tabacco si è differenziato in moltissime varietà, merito della sua alta adattabilità a differenti ambienti. La coltivazione del tabacco, con metodi e accorgimenti colturali diversi, si è estesa a moltissimi paesi, in un arco di latitudine compreso tra 60° nord e 50° sud. I continenti dove la coltivazione è più diffusa sono l'Asia (soprattutto in Cina, India, Turchia) e l'America (Stati Uniti, Brasile), ma è presente anche in Europa (Italia, Grecia, Bulgaria, Polonia, Russia), Africa (Zimbabwe, Malawi) e Oceania (Australia e Nuova Zelanda). In Europa, pare accertato che il tabacco sia stato coltivato per la prima volta nel giardino reale di Lisbona nel 1558 e che dal Portogallo l'ambasciatore francese Jean Nicot (da lui il termine "Nicotiana") ne abbia spedito i semi in Francia nel 1560. Qui il tabacco incontrò un tale favore per le sue virtù medicinali che venne posto sotto il patrocinio della Regina Caterina dei Medici, donde il nome di Erba della Regina. In Italia il tabacco fece la sua comparsa, più o meno nella stessa epoca, ad opera del |
| In Italia - sabato 2 dicembre 2006 Cardinale Prospero di Santa Croce (da cui il nome di Erba santa), Nunzio Pontificio a Lisbona. Il Sommo Pontefice che ne ricevette i semi, li affidò ai monaci dei vari ordini religiosi, i quali li misero in coltura negli orti dei conventi ed ecco perché iniziò la sua diffusione in Italia dal Lazio. L'uso che si fece all'inizio del tabacco (allo stato verde, essiccato, polverizzato) fu a scopo di medicamento per numerosissimi mali, ragion per cui divenne dominio dei farmacisti. Il suo impiego come prodotto voluttuario è successivo: dapprima venne adoperato per fiuto, sotto forma di polvere anche aromatizzata da aspirare nelle cavità nasali, ed a tale tipo di consumo dettero un contributo notevole le dame della buona società. |
|
|
|
|
|
|
|